Quando non dici gatto

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  1. HeLLVaMpYR
     
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    Quando non dici gatto

    Mentre lei ti versa del Brancamenta, le chiedi da quanto suona il basso. In realtà non te ne importa un cazzo, ma devi pur fare domande cretine e conversare un po', prima di provare a metterle la lingua in bocca. Mentre lei inizia a raccontarti di come si sia innamorata di quel nobile strumento, tu pensi che è meglio farlo sul divano, che sembra abbastanza grande e comodo. Purtroppo, lei non ha un letto a due piazze in camera e a te piace lo spazio largo. Nel frattempo, lei ti passa il bicchiere e si siede accanto a te, parlandoti dei grandi bassisti della storia. Ogni tanto sgrani gli occhi, dicendo "Ah!" oppure "Ma non mi dire", così, a random, giusto per far vedere che la stai ascoltando. Sorseggi il Brancamenta mentre il tuo cervello recepisce distrattamente che un basso ha otto corde. O forse erano sei. Dopo dieci minuti, lei ti chiede di parlarle un po' di te. Nel tempo record di quattro minuti e quarantesette secondi, le hai già raccontato la storia della tua vita, lei assorta, che ti mangia con gli occhi. "Ci sta", pensi, e ti fai più vicino, sfoggiando la miglior faccia da innamorato che ti riesce. Evidentemente ti riesce bene, perchè vedi che lei è diventata un po' nervosa. Si mordicchia le labbra, gli occhi le saettano di qua e di là, le mani che giocherellano con i capelli. Rompi gli indugi e avvicini le tue labbra alle sue. E' in quel momento che senti un minaccioso "Miauuur". Entrambi girate la testa. Ai piedi del divano c'è un gatto. "Va via, Gennaro!", dice lei, ridacchiando maliziosa. Ridacchi anche tu, ma quando dici dolcemente "Forza Gennaro, fuori dai coglioni", il gatto ti soffia contro, prima di saltarti addosso, veloce come una saetta. Non fai in tempo a scansarti, ma istintivamente alzi il braccio sinistro. Il gatto ti piomba sulla spalla, affondando gli artigli nella carne. Gridi e cerchi di liberarti di quel felino del cazzo, ma è lei che inaspettatamente te lo stacca di dosso, mollandogli uno schiaffone. Il gatto si fa un voletto di un metro e mezzo, atterrando sulle zampe. Poi scappa via, mentre tu sanguini e lei ti chiede scusa e si dà da fare per medicarti.

    Ti sei svegliato il mattino presto al suono della sveglia.
    Lei è sul divano, morta.
    Stai preparando la colazione, una bella tazzona di latte caldo. Versi un po' di latte nella ciotola di Gennaro e ci aggiungi un po' di quel veleno che porti sempre con te. In quel momento vedi il gatto, fermo sulla soglia della cucina. "Avanti, gatto di merda, bevi il latte e io ti darò del pesce", sussurri.
    Intanto, pensi alla ragazza della settimana scorsa. Lei non aveva un gatto, ma aveva un bimbo di sei anni. Al bimbo avevi promesso un giocattolo se avesse bevuto il latte.
    Gennaro si gira e fila via. Sconsolato, pensi che dovrai lasciar perdere, i felini sono troppo furbi.
    I bambini, invece, credono sempre a tutto.

    Edited by HeLLVaMpYR - 13/1/2008, 11:52
     
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21 replies since 8/1/2008, 05:25   295 views
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